Potere agli oppressi !

un blog d'informazione antimperialista

Chi sono

Blogger: MarkusWolf
Nome: Mark
Ogni nostra azione è un grido di guerra contro l'imperialismo, è un appello vibrante all'unità dei popoli contro il grande nemico dei popoli: gli Stati Uniti d'America. In qualunque luogo ci sorprenda la morte, che sia la benvenuta, purché il nostro grido di guerra giunga a un orecchio ricettivo, e purché un'altra mano si tenda per impugnare le nostre armi e altri uomini si apprestino a intonare canti di morte con il crepitio delle mitragliatrici e nuove grida di guerra e di vittoria. ( Ernesto "Che" Guevara: "Creare due, tre, molti Vietnam" ) «Qui non è solo che abbiamo due destre e che quella peggiore ha vinto le elezioni. Questa vittoria, coronata da quella capitolina, fotografa un paese che sprofonda nel baratro delle proprie paure, una plebaglia che andati in fumo i propri sogni piccolo borghesi di ascesa sociale, lungi dal pigliarsela col sistema capitalistico, mette in piazza i suoi lati più oscuri, le sue pulsioni securitarie più ripugnanti. Se la prende con gli immigrati che vorrebbe ridotti a schiavi, coi poveri che non vuole trovarsi tra le palle, coi musulmani colpevoli di non genuflettersi ai piedi del Moloch Occidente e dei cretini che lo abitano. Verrà, non c’è da dubitarne, il momento della caccia alle streghe, della persecuzione di tutti i sovversivi. Siamo davanti a quella che potremmo fascistizzazione sui generis». ( Campo Antiimperialista, L'ITALIA S'E' DEST(R)A )






Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 24 febbraio 2008

Reato di blog - di Miguel Martinez

 

In Italia, si può finire sotto inchiesta per aver messo in rete la traduzione di testi che girano liberamente.

Come forse ricorderete, sul mio blog ci sono stati scambi di commenti all'ultimo sangue tra militanti sciiti e sunniti.

Dal mio distaccato osservatorio, politico e non religioso, trovo che entrambi hanno qualche ragione: gli sciiti nel denunciare l'atteggiamento autoreferenziale di alcuni movimenti salafiti, che sono stati capaci di inimicarsi metà della popolazione dell'Iraq; i sunniti, nel criticare la natura spesso ondivaga e interessata della politica iraniana nel Vicino Oriente.

Ma un conto sono le critiche politiche.

Un altro, il fatto che negli ultimi giorni, entrambi gli schieramenti sono stati oggetto di una nuova sperimentazione repressiva.

La Procura di Verona ha chiuso quattro blog di italiani salafiti, mentre Magdi Allam ha denunciato il sito sciita http://www.islamshia.org/.

Il giudice Guido Papalia ha denunciato sette blogger con la tremenda accusa di "istigazione a delinquere con l'aggravante del terrorismo", per aver tradotto in italiano i testi di alcuni noti jihadisti.

Gli autori che loro hanno tradotto li ho letti anch'io.

E li ho letti, non solo perché i loro discorsi si trovano ovunque in rete.

Nella più grande libreria di New York, ho comprato un'antologia dei discorsi di Osama bin Laden; mentre pochi mesi fa, alla Libreria Francese di Firenze, ho comprato una dettagliata antologia di tutti gli scritti noti di Osama bin Laden, Abdallah Azzam, Ayman al-Zawahiri e Abu Mus'ab al-Zarqawi,  con un'introduzione di Gilles Kepel. Il titolo è Al-Qaida dans le texte e costa 24,50 Euro.

Sarebbe interessante leggere il mandato contro i blogger; ma stando almeno ai resoconti giornalistici, l'unica accusa contro di loro consiste nell'aver pubblicato queste traduzioni.

Non c'è alcun accenno ad alcuna azione violenta, nemmeno ipotizzata.[1]
 
Ora, è chiaro che una differenza tra i blogger e i proprietari della Libreria Francese di Firenze c'è.

Questa differenza sta nelle idee e simpatie personali dei blogger. Idee e simpatie che farebbero rizzare i capelli in testa alla grande maggioranza della popolazione italiana.

Ma è proprio sui casi estremi che si valuta lo stato di diritto.

Un esempio: la legge italiana vieta la tortura. Poniamo che un giorno si introduca un'eccezione, per qualche categoria socialmente invisa: ad esempio, per gli scippatori.[2]

Chi non sarebbe favorevole? O meglio, chi oserebbe opporsi?

Poi però la tortura rimane, e può essere estesa lentamente a qualunque altra categoria. E allora, se si vuole combattere la tortura, bisogna opporsi quando se la prende con gli scippatori, e non aspettare che colpisca anche chi è accusato di aver lasciato la macchina in divieto di sosta.

Ora, le idee e le simpatie sono libere in Italia, oppure no?

Sarebbe facile dire che lo sono perché sia Berlusconi che Veltroni possono dire quello che vogliono. Tanto dicono la stessa cosa. E' con casi come quelli dei blogger salafiti che possiamo vedere se c'è o non c'è libertà di pensiero.

Il caso del sito sciita "segnalato alla Procura di Roma" da Magdi Allam  è diverso: anch'io posso denunciare chi mi pare per quello che mi pare, bisogna vedere cosa ne faranno i magistrati.

Però, se la sua segnalazione non sarà cestinata, il caso sarà ancora più grave. Perché Magdi Allam è andato in procura per denunciare il fatto che quel sito aveva tradotto il discorso del vali-ye faqih iraniano Ali Khamene'i, l'esponente più rappresentativo di uno stato riconosciuto dall'Italia.

Il testo è semplicemente l'elogio di un uomo che è stato assassinato alcuni giorni fa, per aver combattuto dentro i confini del proprio paese, contro occupanti di ogni sorta.[3]

Per documentare la propria accusa, Magdi Allam cita sul proprio sito gran parte del comunicato di Khamene'i. Contribuendo così a diffonderlo anche lui.

Se c'è un'abitudine diffusa nel mondo, è quella di scoprire tutte le differenze che ci sono con gli altri, solo quando quegli altri si trovano nei guai.

Tutti sanno quali sono le differenze tra le mie posizioni e quelle degli sciiti e dei sunniti militanti. Però, visto che sono sotto attacco, metto da parte tutte le differenze e li chiamo entrambi amici.

Invito i miei amici salafiti a sporgere denuncia contro la Libreria Francese di Firenze per aver diffuso i testi di Osama bin Laden.

E invito i miei amici sciiti a denunciare Magdi Allam per aver pubblicato quasi integralmente il testo di Ali Khamene'i.

Vediamo cosa ne viene fuori. Se dicono ad esempio che la Libreria Francese può diffondere gli scritti di Sheykh Osama solo perché non ne condivide le idee, io posso pubblicare qui la formula segreta per farsi il tritolo in casa.[4] Tanto, sono contrario.

P.S. Notizia scandalosa! (con questa premessa, posso scrivere quello che mi pare no?), sembra che uno dei blog abbia riaperto sotto un nuovo nome:

http://baraka.splinder.com

Infine, un consiglio tecnico. Tutti coloro che hanno blog o siti a rischio, dovrebbero farne copia. Usando, ad esempio, il semplice programma gratuito http://www.httrack.com/.

Nota:

[1] Sia sul sito del Corriere che di Repubblica, leggiamo quella che evidentemente una velina della DIGOS, dove si dice che sui blog "venivano pubblicati i comunicati emessi da Osama Bin Laden e dal numero due di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, dopo ogni atto terroristico di matrice islamica."

L'affermazione, che evidentemente cerca di incastrare i blogger come rivendicatori di attentati, è semplicemente falsa. Fosse solo perché i due esponenti jihadisti fanno sempre discorsi generici e non rivendicano attentati.

[2] Non voglio ovviamente paragonare i blogger a scippatori. Intendo solo parlare della percezione di massa.

[3] A volte, si legge l'infamante e strumentale accusa contro Imad Mughniyyah di coinvolgimento nell'attentato contro la  sede della comunità ebraica di Buenos Aires. Non solo non esiste alcuna prova del coinvolgimento suo o di Hezbollah. Ma sopratutto, Hezbollah non ha mai compiuto azioni militari all'estero; e certamente un antisionista minimamente intelligente - come è la dirigenza di Hezbollah - dovrebbe avere ben chiaro che l'arma principale del sionismo consiste nella manipolazione delle paure degli ebrei che vivono fuori da Israele.

L'inchiesta fu tolta al giudice argentino, quando fu dimostrato che aveva offerto 400 mila dollari a un piccolo delinquente, tale Carlos Alberto Telleldin, a patto che "riconoscesse" alcune persone vicine a Hezbollah, segnalate a loro volta dalla CIA.

[4] No, non la conosco. Però da qualche parte in Internet la posso trovare sicuramente.

http://kelebek.splinder.com/post/16067787/Reato+di+blog#16067787

 

PS. Al Qaeda. I Testi. è disponibile IN LINGUA ITALIANA in tutte le librerie, edizioni Laterza 2006, si pregano la Digos di Verona e il magistrato Papalia di intervenire. :)

Oltretutto il blog 'abujihad' prendeva i «messaggi dei capi di Al Qaeda tradotti inneggianti al martirio», oltre che dall'Uomo più cattivo del mondo, da La Stampa.it e Repubblica.it, ma queste due fonti non sono state ancora oscurate.

.Mark.

postato da: MarkusWolf alle ore 00:32 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 15 febbraio 2008

Le divisioni del papa - Le variegate crociate del signor Magdi Allam

Angelo D'Orsi

Il Manifesto
15 febbraio 2008

Il signor Magdi Allam, personaggio che ormai appartiene alla storia della teratologia comparata, turbato dal successo dell'appello dal sottoscritto lanciato a favore dei 67 colleghi della «Sapienza», e in generale dalle manifestazioni di solidarietà che quei docenti stanno ricevendo, non ha trovato di meglio che lanciare un suo appello, dal sapore di scomunica e dal tono di crociata. Dopo aver pochi giorni fa tuonato contro i matrimoni misti, Magdi, chiede agli italiani di dichiararsi senza esitazione dalla parte del papaIl testo dell'appello è una chiamata alle armi, vero proclama per operare una nuova limpieza de sangre: stavolta non sono soltanto gli islamici, ma tutti gli anticristiani e in specie nemici del Vaticano, anche quando battezzati e italiani. Nella perorazione di Allam, il tono bellicoso, da monaco che grida ai crociati «Dio lo vuole!» (ma, beninteso, contro la «predicazione d'intolleranza laicista da parte di un manipolo di docenti e dell'intimidazione violenta da parte di una banda di studenti») si mescola talora al belato in difesa del Santo Padre e la sua «inaudita e sofferta decisione» di annullare la visita alla Sapienza. Allam, però, va ben oltre, e evocando toni e argomenti alla Cesare Maria De Vecchi, indimenticato ministro dell'Educazione nazionale ai tempi belli in cui i treni arrivavano in orario, specie quando traducevano i Gramsci, i Terracini, i Foa e i Pajetta, in galera, o tanti italiani in amene località di «villeggiatura», per citare la celebre battuta del simpatico cavalier Berlusconi, che di vacanze se ne intende. Quel De Vecchi che invocava una «bonifica fascista della cultura». Il confronto testuale è illuminante: chi parla di «evidente marciume ideologico diffuso nel mondo accademico e culturale italiano»? Allam 2008, o De Vecchi 1937? Allam 2008. Risposta esatta. Tra le prime adesioni, quella di Giorgio Israel, che negli ultimi tempi si è messo reiteratamente in luce, per begli esempi di argomentare comprensivo e tollerante, su testate ben note, dal Giornale al Foglio. E certo l'adesione a un testo che invoca la bonifica della cultura dovrebbe inquietar lui più di quanto inquieti altri, forse. Ma, ormai, tutte le confusioni sono lecite, tutte le contaminazioni, e tutte le menzogne, e i più indebiti slittamenti logici e le più improponibili analogie storiche. Sicché, un Allam è oggi l'avanguardia di un esercito sanfedista, che con approccio rovescista, tuona contro lo stato italiano trasformato «in un bordello dove si svendono i valori e si calpestano le regole». E quali sono le regole e i valori? Che il papa vada a inaugurare l'anno accademico del più grande ateneo d'Europa; e che comunque avendo rinunciato - perché a lui interessava dare il verbo, nel silenzio compunto e deferente dell'uditorio, come appunto in una funzione religiosa - la colpa è dei «laicisti», che quello stato hanno difeso, sbandierando non Lenin o Bin Laden, ma Cavour, o Galileo. Allam, forse diventato portavoce ufficioso della Santa Sede, forse suscitando l'invidia di altri in lizza per lo stesso ruolo, non si vergogna a scrivere che «oggi l'università e più in generale il mondo dell'Istruzione, i docenti e più in generale il mondo della Cultura, sono profondamente ammalati di relativismo cognitivo, etico e culturale; sono totalmente accecati dall'ideologia del laicismo che li porta a odiare e a infierire contro la propria civiltà che ha il suo radicamento storico e scientifico nella fede e nella tradizione giudaico-cristiana»... Essi, sono anzi «a tal punto spregiudicati e immorali da non avere remore a schierarsi e a favorire chi è dedito a combattere e a annientare la nostra civiltà occidentale» e in particolare, ovviamente, i «predicatori d'odio» e gli «apologeti del terrorismo islamico». Ebbene, la rinuncia del papa, e la protesta di tanta parte di questo odioso culturame (ah, il buon Mario Scelba!), segna la «cocente sconfitta dello Stato di diritto» e il «trionfo dell'estremismo e dell'oscurantismo». Come si combattono tali virus? Risposta: «quantomeno» con «una sanzione disciplinare e morale nei confronti di educatori che diseducano». E se ciò non dovesse avvenire, si avrebbe la conferma «che è l'insieme dell'università italiana da bonificare». Siamo appunto, di nuovo a De Vecchi, e alla sua «Bonifica fascista della cultura», edito da Mondadori nel 1937 L'ultima sortita di Allam, e dei suoi sodali vecchi e nuovi, deve indurre a riflettere su di una situazione che mostra forse il punto d'arrivo della «crisi dell'intellettuale», che tale Julien Benda, ottant'anni fa, bollò come «tradimento dei chierici». Si confondono cose che nulla hanno a che fare, stabilendo inesistenti catene causali: l'appello dei 67, da manifestazione civile e legittima, oltre che giusta, di difesa della sacralità della scienza e dei suoi luoghi (esiste questa sacralità!), diviene la prova di un vetero «laicismo», parola lanciata come se fosse un'accusa: chi lo fa ignora ovviamente che il laicismo non è altro che l'idea della (necessaria) laicità della scienza e della politica in uno stato e in una società moderni. Altro esempio inquietante rimescolamento scorretto delle carte, è la reazione isterica alla proposta (personalmente da me non condivisa, ma legittima) di boicottaggio della Fiera del Libro di Torino, per protesta contro l'invito a Israele come stato ospite d'onore, nel 60° della sua fondazione: una data importante per gli israeliani, ma certo un lutto (la Nakba) per gli arabi, e in specie per i palestinesi espulsi dalle loro terre, espropriati delle loro case, a cui (ai loro eredi, ormai), a dispetto delle reiterate risoluzioni Onu, mai è stato concesso il rientro. Troppi commentatori «indipendenti» hanno fatto a gara nel porre sotto accusa anche chi si è limitato a osservare il rischio di un invito (politico) a Israele, in quanto stato, in questo anno; a chi ha proposto di invitare anche i palestinesi, dando corpo all'utopia di uno stato con due popoli (e molte religioni). Puntuale è scattata l'accusa di antisemitismo, o, nell'ipotesi più benevola, stabilendo strabilianti connessioni anche con l'episodio della Sapienza (il primo a farlo è stato, furbescamente, il rettore Guarino), si è gridato alla mala pianta dell'intolleranza. E, improvvisamente, spunta lo schifoso elenco con i nomi dei firmatari di un documento del 2005 contro il boicottaggio deciso nelle università inglesi... Ecco dunque il boicottaggio a Israele (presentato come rifiuto del confronto con i libri e gli autori), non come sanzione di una politica, viene coniugato con la black list: dunque ancora, «antisemitismo». E così, per tornare alla protesta contro lo sciagurato invito del rettore al papa in quella precisa circostanza, ecco che partono le accuse non solo di laicismo anticristiano, di anticlericalismo ottocentesco, ma ancora, di intolleranza. Tragicomico segno dei tempi di confusione i cartelli dei fascisti davanti all'ingresso della Sapienza, che invocano Voltaire, per giunta in nome di papa Ratzinger...Mentre Giuliano Ferrara, che chiama «asini», i 67, si vanta di non essersi laureato. Benito Mussolini si vantò di non aver mai letto una pagina di Benedetto Croce.

postato da: MarkusWolf alle ore 20:50 | link | commenti
categorie:
martedì, 05 febbraio 2008

I FASCISTI SI CONGRATULANO CON IL PARTITO DEMOCRATICO

IANNONE (CASA POUND): CONGRATULAZIONI AL PARTITO DEMOCRATICO PER STATUTO AL PASSO CON I TEMPI

“Il mancato riferimento a falsi valori come antifascismo e resistenza, nello statuto del Partito Democratico, rappresenta il segno dei tempi che cambiano”. Gianluca Iannone, portavoce di Casa Pound si congratula “con la scelta coraggiosa del neonato PD, augurandomi che essa rappresenti la fine dell’odio nei confronti di chi ha opposto alla ragione dei vincitori la forza della verità, troppo a lungo sacrificata sull’altare della ragione politica”. “Mi chiedo ora – conclude Iannone – quando anche Alleanza Nazionale cancellerà il riferimento retorico alla resistenza, visto che nemmeno i comunisti ci credono più”.

Naturalmente, non credo ci sia altro da "aggiungere", a buon intenditor poche parole...

postato da: MarkusWolf alle ore 20:29 | link | commenti
categorie: