Potere agli oppressi !

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Ogni nostra azione è un grido di guerra contro l'imperialismo, è un appello vibrante all'unità dei popoli contro il grande nemico dei popoli: gli Stati Uniti d'America. In qualunque luogo ci sorprenda la morte, che sia la benvenuta, purché il nostro grido di guerra giunga a un orecchio ricettivo, e purché un'altra mano si tenda per impugnare le nostre armi e altri uomini si apprestino a intonare canti di morte con il crepitio delle mitragliatrici e nuove grida di guerra e di vittoria. ( Ernesto "Che" Guevara: "Creare due, tre, molti Vietnam" ) «Qui non è solo che abbiamo due destre e che quella peggiore ha vinto le elezioni. Questa vittoria, coronata da quella capitolina, fotografa un paese che sprofonda nel baratro delle proprie paure, una plebaglia che andati in fumo i propri sogni piccolo borghesi di ascesa sociale, lungi dal pigliarsela col sistema capitalistico, mette in piazza i suoi lati più oscuri, le sue pulsioni securitarie più ripugnanti. Se la prende con gli immigrati che vorrebbe ridotti a schiavi, coi poveri che non vuole trovarsi tra le palle, coi musulmani colpevoli di non genuflettersi ai piedi del Moloch Occidente e dei cretini che lo abitano. Verrà, non c’è da dubitarne, il momento della caccia alle streghe, della persecuzione di tutti i sovversivi. Siamo davanti a quella che potremmo fascistizzazione sui generis». ( Campo Antiimperialista, L'ITALIA S'E' DEST(R)A )






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lunedì, 28 agosto 2006

Hezbollah: "Al Qaida" è una creazione USA

Sconcertante, mi piacerebbe sapere che ne pensa Andrea.. ;-)


Per Hezbollah, Al Qaida è una creazione degli USA


Traduzione di Alessandro Lattanzio

Intervenendo sulla scena internazionale grazie a una videocassetta diffusa da Al-Jazeera, Ayman al-Zawahiri, presentato come «n°2 di Al Qaida», ha chiamato all'unione tra sunniti e sciiti contro Israele. È il momento: evidentemente il marchio «Al Qaida» ha perso l’essenza della sua attrattiva, in pochi giorni; le folle mussulmane si rivolgono a Hezbollah, a mano a mano che infligge perdite a Tsahal.
Da cinque anni, «Al Qaida» simbolizza una forma di resistenza all’oppressione israelo-statunitense. Il marchio sunnita ispirava un miscuglio di ammirazione per il suo radicalismo e di disgusto per i suoi metodi. Invece, Hezbollah sciita suscita una ammirazione sconfinata, per il suo coraggio nella lotta e il suo rispetto per le regole della guerra.
Intervistato dall’agenzia
Ria-Novosti, un portavoce di Hezbollah ha detto: «La registrazione delle dichiarazioni di Ayman al-Zawahiri diffuse da Al-Jazeera sono un falso fabbricato dall'intelligence di USA e Israele». Ha sottolineato che Hezbollah non ha mai intrattenuto e né mai intratterrà dei legami con Al Qaida, dato che in tutti gli aspetti, soprattutto religiosi e ideologici, si distingue da questa organizzazione. «Hezbollah difende gli interessi del Libano e del mondo arabo tutto, mentre Al Qaida fa il gioco dell’amministrazione degli USA e le sue azioni non fanno altro che arrecare danni all’Islam e a tutti i musulmani», ha concluso.
Non si tratta di una nuova posizione. Nel 2002, dei contatti ebbero luogo tra il Dipartimento di Stato degli USA e Hezbollah. Durante i colloqui, la delegazione USA aveva chiesto al partito libanese di fornirgli ogni informazione che aveva su Usama bin Ladin. A ciò Hezbollah rispose che non disponeva di alcuna informazione sugli agenti statunitensi che i loro reclutatori già non avessero.
postato da: MarkusWolf alle ore 04:00 | link | commenti (9)
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domenica, 27 agosto 2006

Magdi Allam e i predicatori dell’odio

Marcello Pamio - 21 agosto 2006

«Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario»
George Orwell

Finalmente i quotidiani nazionali si occupano di noi! Dopo anni di silenzio mediatico e innumerevoli “furti” di articoli senza alcuna citazione, qualcuno ci ha notato! Non è proprio un qualcuno qualsiasi, visto che si tratta del Corsera, il quotidiano più letto in Italia.
A pagina 11 (numero molto interessante) dell’edizione domenicale di ieri 20 agosto 2006, il grande giornalista indipendente Magdi Allam, l’arabo moderato per antonomasia, cita il nostro sito! Il vice direttore de “Il Corriere della Sera” ci manda i suoi saluti in un articolo dal titolo emblematico: “Sono i predicatori dell’odio. Ma lo Stato li ha legittimati”.

Sappiamo molto bene che qui da noi lavorano giornalisti collegati con i servizi, e il caso Farina (vicedirettore di “Libero”) altro non è che la punta dell’iceberg.
Sappiamo molto bene che ci sono collegamenti (economici ma non solo) tra questi signori (che dovrebbero essere al servizio dell’informazione indipendente) e l’intelligence di altri paesi: in particolare Cia e Mossad…
E sappiamo altrettanto bene qual è il lavoro (vero) che alcuni di questi giornalisti portano avanti dall’interno dei media nazionali: travestiti da “esperti”, da “editorialisti”, da “commentatori” non fanno altro che fomentare l’odio e lo scontro di civiltà. E ci riescono così bene che ipocriticamente si permettono di attaccare coloro che presentano l’altra campana della verità, quella che loro stessi affondano ogni volta che scrivono e ogni volta che parlano nei tiggì!

Siamo convinti che per comprendere il quadro nel suo insieme è necessario avere anche l’altra parte dell’informazione, quella parte tanto scomoda al Sistema perché destabilizzante.
Avendo solamente a disposizione una sola fonte (cioè quella fornita dai media allineati. Tutti) non è possibile farsi una idea completa e soprattutto oggettiva degli accadimenti; al contrario, la nostra visuale sarà sempre condizionata e assolutamente incompleta: proprio come desidera qualcuno! Ecco perché se leggiamo e/o ascoltiamo certi “esperti” (giornalisti, piuttosto che politici, piuttosto che economisti), recepiremo sempre e solo la parte comoda al Sistema: quella scomoda viene tenuta nascosta, oppure attaccata e messa alla gogna.

Noi, secondo l’illustre penna del Corriere faremo parte dei “predicatori di odio”, che “Lo Stato ci ha legittimati”(?). E questo perché nella triste vicenda tra Israele e Libano abbiamo avuto la malsana idea di schierarci dalla parte opposta di Tsahal, l’esercito di Sion!
Forse ad Allam sfugge cosa riporta la Carta di Norimberga, e questo è molto strano e grave per il vicedirettore di un quotidiano così importante e prestigioso come Il Corriere della Sera.
Visto tale dimenticanza, gli rinfresco io la memoria:

- Articolo 6a sui “crimini contro la pace”: «aver pianificato, preparato iniziato o dichiarato una guerra di aggressione, o una guerra in violazione dei trattati internazionali».
- Articolo 6b sui “crimini di guerra”: «saccheggio di proprietà pubbliche o private, la distruzione immotivata di città, cittadine o villaggi, la devastazione non giustificata da necessità militare»
- Articolo 6c sui “crimini contro l’umanità”: «omicide,… e altre azioni inumane commesse contro qualsiasi popolazione civile, prima o durante la guerra…»

Quindi non siamo noi, caro Allam, a "predicare l’odio”, se affermiamo che l’esercito di Israele e i generali che lo comandano hanno violato in Libano questi tre articoli della Carta di Norimberga: sono i fatti e la storia che tristemente lo confermano, e lei da “esperto” mediorientale non può non saperlo! E se lo sa e tace partecipa indirettamente ai crimini.

A testimoniare sono i cadaveri di migliaia di persone civili, di cui la maggior parte donne e bambini, morte sotto i missili intelligenti (con tanto di dedica dei bambini israeliani, vedi articolo), sotto le bombe a frammentazione, sotto le migliaia di abitazioni distrutte dai caccia o dalle navi (articolo 6c della Carta di Norimberga: “Crimini contro l’umanità”)!

A testimoniare è la distruzione sistematica e mirata di ponti, strade, viadotti, centrali elettriche, aeroporti, basi navali (articolo 6b della Carta di Norimberga: “Crimini di guerra”)
E per quanto riguarda l’articolo 6a (“Crimini contro la Pace ”), quello sulla pianificazione della guerra, le faccio presente che un suo collega statunitense (un vero giornalista!) Seymour Hersh ha scritto sul The New Yorker che l’attacco di Israele al Libano era stato pianificato da tempo con il consenso dell’amministrazione Bush!
Questo lo sapeva? Era programmato da tempo, per cui la scusante mediatica del rapimento dei soldati perde di significato, come pure i razzi sparati dagli Hezbollah in Galilea.

Magdi Allam, lei che difende in ogni occasione e a spada tratta l’opera di Israele e del suo esercito, le chiedo se assassinare migliaia di libanesi inermi, tra cui centinaia di bambini, e devastare un paese sovrano con la scusante del rapimento di due soldati (prima fasulla motivazione dell’intervento) o di missili lanciati dagli Hezbollah (seconda fasulla motivazione dell’intervento, dopo che la prima aveva perduto di efficacia) va bene quando si tratta di Israele e non va bene quando a farlo è un altro paese o gruppo armato, magari musulmano? Mi sono limitato al Libano, ma potrei porle le stesse domande sui crimini contro l’umanità commessi nella Striscia di Gaza.

Qual è il suo metro di misura per il terrore e/o terrorismo? Ce lo vuole spiegare una volta per tutte? Molte persone in Italia, che leggono i suoi editoriali o la sentono parlare al tiggì, se lo stanno chiedendo. Se un missile lo lancia Hamas piuttosto che l’Hezbollah e colpisce a morte persone civili è terrorismo spietato (e lo è assolutamente!), ma se lo stesso missile che colpisce persone civili a morte viene lanciato da Israele, si tratta di “legittima difesa”? Forse per lei vi sono morti di serie A e morti di serie B? O paesi si seria A e paesi di serie B?

Ogni guerra, ogni atto di terrorismo, ogni missile e/o bomba è sempre un atto contro la vita per cui è SEMPRE un CRIMINE CONTRO L’UMANITA’, sia che venga perpetrato da un gruppo armato, un gruppo terrorista, sia da un paese civile e democratico o presunto tale come gli Stati Uniti o Israele!
Quindi criticare l’Heretz Israel oggi non è un atto di antisemitismo - come qualche furbetto vorrebbe far credere – e neppure “predicare l’odio” come insiste lei, ma atto dovuto e soprattutto un dovere morale nei confronti della Verità!

E visto che stiamo parlando di odio, mi auguro che l’U.C.O.I.I., l’Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, denunci Magdi Allam e il direttore Paolo Mieli per “calunnia e odio razziale” in base alla Legge Mancino sulle discriminazioni (nr. 205/93).
Allam infatti paragona, nel suo editoriale, l’unione delle organizzazioni islamiche a gruppi terroristici come Hamas e i Fratelli Musulmani! «Per verificare – scrive l’egiziano moderato - la realtà dell’ideologia dell’odio, della violenza e della morte che anima l’Ucoii, al pari di Hamas e dei Fratelli Musulmani…» (Il Corriere della Sera, pagina 11, 20 agosto 2006)
Paragonare pubblicamente l’Unione delle organizzazioni islamiche italiane a gruppi armati come Hamas non è fomentare l’odio e lo scontro di civiltà? Certo che sì!

Articoli del genere, che associano volutamente islam e terrorismo, moschee e centrali operative, non fanno altro che aizzare la popolazione contro il musulmano ed innalzare sempre più il pericoloso muro del sospetto:
- ogni musulmano potrebbe infatti essere un kamikaze pronto per farsi saltare in aria…
- ogni moschea la sede operativa di qualche cellula impazzita di al-Qaeda…
- ogni mullah potrebbe diventare il sostituto di bin Laden…

Concludo augurandomi che in Italia vi siano dei magistrati coraggiosi e onesti intellettualmente che prendano provvedimenti contro certi figuri che mascherandosi da paladini dell’informazione perseguono invece occulti e ben più loschi scopi...

«Quando l'ipocrisia comincia a essere di qualità scadente, è ora di cominciare a dire la verità»
Bertold Brecht



www.disinformazione.it
postato da: MarkusWolf alle ore 22:49 | link | commenti
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sabato, 26 agosto 2006

NO ALLA MISSIONE IN LIBANO:

PROPOSTA DI INCONTRO PER VALUTARE EVENTUALI MOBILITAZIONI CONTRO L’INVIO DEI SOLDATI ITALIANI E LA FORMAZIONE DI UN COMITATO UNITARIO NAZIONALE CONTRO LA SPEDIZIONE

(24 agosto 2006)

Cari amici e compagni,

vi scriviamo perché in questi anni ci siamo trovati insieme in molti cortei e mobilitazioni contro le diverse guerre in cui è stata coinvolta l’Italia, dall’Irak al Kosovo. Ed oggi ci troviamo di fronte una sinistra “governativa” che, reduce da un compatto voto di fiducia al governo sulla missione di guerra in Afghanistan, plaude alla nuova spedizione militare in Libano.

Una missione di pace? Non ci pare proprio. Persino da un’angolazione strettamente pacifista e “non violenta” è difficile intendere che un gigantesco dispositivo militare di navi da guerra, mezzi corazzati, reparti d’assalto, elicotteri da combattimento, sia missionario di pace.

E’ difficile non cogliere la concreta finalità della missione: non solo quella di avallare la terribile guerra israeliana che l’ha preceduta, col suo carico di crimini, devastazioni, bombe chimiche, bombardamenti di cortei funebri (tutto giustificato dalla risoluzione ONU), ma quella di completare ciò che la guerra d’Israele non è riuscita a conquistare sul campo: la resa ed il disarmo della resistenza libanese, che non è solo Hezbollah e integralista, ma anche laica e di sinistra; la riduzione del Libano ad una sorta di protettorato occidentale, con il commissariamento di fatto del suo esercito e l’occupazione militare di parte del suo territorio; l’ulteriore spostamento a vantaggio di Israele degli equilibri politici mediorientali, a tutto danno della stessa resistenza palestinese.

Una sinistra ed un movimento pacifista che si inchinano a questa pace, finiscono per capitolare a quella guerra. Come Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori ci chiamiamo fuori da questa omologazione dilagante.

Per questo proponiamo da subito a tutte le forze disponibili di incontrarci per verificare le disponibilità sia a promuovere nelle prossime settimane mobilitazioni locali e nazionali contro la spedizione in Libano, sia a costruire un comitato unitario nazionale contro l’invio dei militari italiani, quale strumento di controinformazione e mobilitazione.

Per iniziare a discuterne insieme invitiamo tutti i soggetti e le organizzazioni interessate ad un primo incontro, mercoledì prossimo 30 agosto 2006, a Roma.

Comitato Promotore Nazionale
mc Partito Comunista dei Lavoratori

http://www.pclavoratori.it

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giovedì, 24 agosto 2006

Intervista con il Dr Khaleed Haddade, Segretario generale del Partito Comunista Libanese

Intervista con il Dr Khaleed Haddade, Segretario generale del Partito Comunista Libanese: I nostri uomini al fianco di Hezb’Allah per difendere il Libano.

 


di Dagoberto Husayn Bellucci - direttore responsabile Agenzia di Stampa "Islam Italia" da Beirut sud


Il segretario generale del Partito Comunista Libanese, dr. Khaleed Haddade(nella foto durante l'intervista), ci ha gentilmente concesso lo scorso venerdi' 11 agosto un intervista sulla situazione politica interna e sull'aggressione sionista contro il Libano.

Il P.C.L. e' stato in prima fila , con i suoi uomini e le sue milizie, sul fronte meridionale al lato dei combattenti della Resistenza Islamica di Hezb'Allah e di Haraqat 'Amal per difendere il territorio libanese.

Ricordiamo in questa breve introduzione che anche i comunisti libanesi hanno contato diversi martiri tra i propri ranghi. A loro va il nostro tributo d'onore e il massimo rispetto. Ai loro compagni la nostra stima.

Ringraziamo il dr. Haddade per averci concesso questa intervista in esclusiva che abbiamo realizzato assieme ad alcuni colleghi di alcuni quotidiani algerini. Dopo una serie di domande in arabo abbiamo affrontato con il segretario generale del PCL la questione dei rapporti intercorrenti tra il suo partito e Hezb'Allah. Di seguito domande e risposte che abbiamo raccolto nella sede centrale del PCL.

1) d. - Dr Haddade qual'e' il rapporto esistente tra il partito comunista libanese e Hezb'Allah? Abbiamo letto che anche i vostri militanti si sono schierati con la Resistenza per fronteggiare questa aggressione?

1) r : "Il Partito Comunista Libanese e' da sempre stato una delle forze politiche libanesi che si sono opposte all'arroganza e all'aggressione israeliana. Non dovete dimenticare che siamo stati tra i primi a prendere le armi contro l'occupazione sionista del Libano nel 1982 e abbiamo sempre schierato le nostre milizie , durante il conflitto civile libanese, contro Israele. Noi consideriamo la politica sionista come un appendice dell'imperialismo statunitense nel Medio Oriente. La nostra analisi politica e' stata ulteriormente confermata da questa ennesima aggressione: dietro a Israele c'e' la mano dell'America, la politica americana egemonica e prevaricante gli interessi dei popoli. Dietro Israele c'e' la diplomazia statunitense che ha dichiarato apertamente quali fossero i suoi obiettivi per la creazione di quello che loro , a Washington, chiamano "grande Medio Oriente" o "nuovo Medio Oriente". Il nostro rapporto con Hezb'Allah e' decisamente buono. Siamo solidali con la Resistenza Islamica perche' difende il nostro paese e si oppone alle strategie americane e sioniste nella regione."

2) d. - Qual'e' esattamente la vostra relazione con Hezb'Allah. Cosa vi unisce e cosa vi divide? Voi comunisti siete ovviamente marxisti mentre il partito di seyeed Hassan Nasrallah e' un partito confessione sciita militante e rivoluzionario: quali sono i punti d'unione e quelli di contrasto tra voi e loro?

2) r: - "Inutile negare che non possiamo certo adottare la loro ideologia fondata sulla valorizzazione della propria identita' religiosa. Ciononostante il PCL e' stato , fin dagli accordi di Taif del 1990, uno dei principali interlocutori del partito di seyeed Hassan e abbiamo avuto buone relazioni in parlamento quando ancora Hezb'Allah era una forza d'opposizione. Siamo al fianco di Hezb'Allah in  quanto difende il nostro paese dalle mire egemoniche israeliane. Abbiamo adottato una posizione tradizionalmente marxista e rivendichiamo il diritto di opporci, anche armi in pugno, all'aggressione in corso. E' una guerra imperialista quella scatenata da Israele per conto dell'America contro il Libano. Un aggressione che mira a destabilizzare il Medio Oriente piu' di quanto non lo sia gia' stato dopo l'occupazione statunitense dell'Iraq. I comunisti di tutto il mondo dovrebbero opporsi a questi progetti imperialistici americani e sostenere le resistenze dei popoli oppressi in Libano come in Iraq e Palestina. Non ci nascondiamo perche' sappiamo di essere nel giusto a sostenere le ragioni della Resistenza. Vorrei ricordare a questo proposito come pochi giorni or sono il partito di seyyed Hassan abbia ufficialmente riconosciuto il nostro sforzo , anche militare, con un comunicato diffuso da "al Manar" nel quale Hezb'Allah ringraziava pubblicamente il PCL di essersi schierato con i suoi uomini armi in pugno contro il nemico sionista e commemorando i nostri caduti.".

3) d. - Quale sara' secondo voi il futuro del Libano dopo l'aggressione? Cosa pensate dr. Haddade di quello che potrebbe avvenire nelle prossime settimane?

3) r: - Difficile dirlo in questo momento. E' chiaro che l'aggressione sionista sia fallita miseramente come dimostrano le ingenti perdite riconosciute anche dai vertici politici e militari israeliani. Non sono passati e non passeranno. Immagino che avremo una tregua come sembra profilarsi all'orizzonte malgrado i quotidiani raid terroristici israeliani. E credo che si dovra' aprire una nuova fase politica interna che dovra' coinvolgere tutte le forze politiche libanesi per trovare una soluzione comune ai problemi che questa aggressione ha fatto emergere. Immagino che anche Hezb'Allah partecipera' al futuro politico del Libano come forza determinante e con un ruolo centrale."

4) d. - Dr. Haddade qual'e' la vostra opinione sulle mire egemoniche americane nella regione? Credete che dopo questo insuccesso sionista l'America continuera' con i suoi progetti di "democratizzazione" manu militari del Medio Oriente?

4) r: - "L'America e' responsabile della gran parte dei problemi del Medio Oriente. La sua politica e' sempre stata ostile al mondo arabo e favorevole alle mire piccolo imperialiste sioniste. L'amministrazione Bush si e' contraddistinta per una politica aggressiva che non ha fatto altro che proseguire il vecchio sogno del padre dell'attuale inquilino della Casa Bianca di creare un Nuovo Ordine Mondiale. E' pura follia pensare di imporre manu militari con guerre e aggressioni, terrorismo e stragi, la visione del mondo americana al mondo arabo. E' importante che l'Europa, la Russia, l'Iran e le altre potenze regionali facciano sentire la loro voce contro la politica egemonica imperialistica degli Stati Uniti che armano la mano di Israele per i propri progetti e per i propri interessi. Dopo l'11 settembre 2001 abbiamo assistito ad una escalation di odio e violenza che ha investito tutte le societa' in Europa come nel resto del pianeta. Odio contro i musulmani , razzismo, xenofobia, l'emersione di violenza e il ricorso all'aggressione contro le nazioni accusate di fomentare il cosiddetto "terrorismo internazionale": dall'Afghanistan all'Iraq la striscia di sangue sparsa dall'America e' arrivata fino al Libano. L'obiettivo e' destabilizzare il mondo islamico, riaprire vecchi odio e rancori, mettere sunniti contro sciiti e - nel vicino Iraq - arabi contro curdi. E' la politica del domino americana. Noi comunisti libanesi come forza anti-imperialista condanniamo le violenze quotidiane dei sionisti in Palestina, respingiamo l'aggressione al Libano e quelle americane contro l'Iraq e l'Afghanistan.".

Ringraziamo il dr Haddade per la disponibilita' e l'ospitalita' dimostrata pur conoscendo i nostri trascorsi politici. Le divergenze di opinioni politiche non hanno impedito la realizzazione di questa intervista , peraltro incompleta, che ci riproponiamo di bissare quanto prima in esclusiva per "Rinascita". Tra le altre questioni ancora da approfondire vorremmo conoscere la posizione ideologica del PCL - che non si riconosce ne' nella Terza ne' nella Quarta Internazionale come ci ha fatto sapere una giornalista militante algerina vicina alle posizioni trotzkyste conosciuta qui a Beirut - e i suoi rapporti con i partiti comunisti italiani (a questo proposito abbiamo scambiato alcune opinioni con il dr. Haddade sulla visita di un paio di anni or sono del segretario del PdCI, Oliviero Diliberto, che ha visitato la sede del PCL oltre a quella di Hezb'Allah).
Il comunismo che realmente si oppone all'arroganza sionista e americana e' per noi quello che accetta il dialogo con tutte le forze politiche antagoniste. Informare l'opinione pubblica occidentale e studiare la strategia sionista-americana devono rappresentare due cardini dei militanti rivoluzionari anti-imperialisti d'Europa. Al di la' dell'antifascismo o dell'anticomunismo militanti occorre che le forze antagoniste riconoscono il vero nemico della liberta' e delle identita' dei popoli: l'America - rigorosamente identificata dal compianto Imam Khomeini come il Grande Satana - e il sedicente "stato d'Israele" nemico dell'umanita' ed entita' criminale sionista occupante la Terrasanta dei palestinesi.


23/08/2006

postato da: MarkusWolf alle ore 21:54 | link | commenti (1)
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mercoledì, 23 agosto 2006

Il testo della famosa pagina acquistata dall’Ucoii

Nel nome di Dio il Misericordioso, la Pace
 
 
Cari italiani e care italiane,
 
 
IERI STRAGI NAZISTE, OGGI STRAGI ISRAELIANE
 
 
Dedicate 5 minuti a questa lettura, e pensate che, mentre state leggendo, ci sono innocenti che muoiono.
L’estate del 2006 potrebbe essere ricordata tra le pagine di cronaca nera dell’umanità. Il condizionale è d’obbligo perché persiste una vergognosa e sistematica censura che stravolge le verità storiche e filtra la diffusione delle informazioni.
Ecco perché, noi dell’Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia (U.C.O.I.I. – Onlus), abbiamo deciso di comprare questa pagina: adempiamo al dovere di informare e testimoniare.
La sesta guerra sferrata da Israele contro il Libano si sta consumando ormai da un mese, con un bilancio agghiacciante di morti, feriti e sfollati. Oltre 1000 persone hanno trovato la morte in sole 4 settimane: più un quinto della popolazione si trova senza un tetto; decine di migliaia sono i feriti.
Fonti ospedaliere, confermate anche dalla Croce Rossa Libanese hanno parlato dei “feriti mai visti prima”, denunciando l’uso, da parte dell’esercito israeliano, anche di armi al fosforo proibite. Ormai si è perso il conto delle bombe che Caccia di Tel Aviv hanno sganciato sul Libano.
A questa pioggia di morte ha fatto eco ogni giorno la cronaca che giunge dalla Palestina. Il dramma di intere popolazioni vittime della barbaria espansionista, unisce nella sua tragicità, Libano e Palestina. La spiaggia di Jabalya come il massacro di Qana: la cronaca delle violenze israeliane contro i civili inermi, si sta consumando sotto lo sguardo indifferente dell’umanità.
La morte dei bambini, donne e innocenti, sembra essere diventata un fatto ordinario, scontato, che non merita di essere citato, commentato, né tanto meno condannato dai media e dalle sedi della politica internazionale: là dove quest’ultima ha tentato di muoversi è arrivata implacabile la condanna del veto. I morti sono così diventati un effetto prevedibile e non collaterale di quello che si è dimostrato un progetto politico consolidato. Nel triste elenco delle vittime della violenza omicida dell’esercito israeliano ci sono anche giornalisti, caschi blu dell’ONU, pacifisti di ogni zona del mondo, anche americani.
Abbiamo sentito parlare di nuovo Medio Oriente, un’espressione che cela quella più antica del “Grande Israele”.
Gli scopi del nuovo attacco contro il Libano sono sembrati chiari fin dai primi giorni del conflitto: Tel Aviv ha subito chiarito le sue intenzioni di espandersi nel territorio libanese su un’area di oltre 30 chilometri. Questo nuovo territorio andrebbe ad annettersi a quelli precedentemente occupati, come accadde per le alture del Golan siriano e i territorio della Cisgiordania palestinesi.
Ricordiamo alcuni fatti storici della guerra israeliana contro il Libano e la Palestina.
 
PALESTINA
Morti
LIBANO
Morti
 
 1937: Massacro di Gerusalemme
2
 1948: Massacro di Salha
105
 1938: Massacro ad Haifa
21
 1949: Massacro di Hula
90
 1938: Massacro di Gerusalemme
10
 1975: Massacro di Ayturun
9
 1938: Massacro di Haifa
39
 1975: Massacro di Kawnin
16
 1938: Massacro di Giaffa
24
 1976: Massacro di Hanin
20
 1946: Massacro di Gerusalemme
91
 1976: Massacro di Bint Jibayl
23
 1947: Massacro di Tel Aviv
20
 1978: Massacro di Khiam
100
 1947: Massacro di Gerusalemme
80
 1978: Massacro di Ausay
26
 1947: Massacro di Haifa
6
 1978: Massacro di Abbasyyah
80
 1947: Massacro di Haifa
60
 1978: Massacro di Adlun
17
 1947: Massacro di Hawassa
16
 1981: Massacro di Sidone
20
 1948: Massacro a Giaffa
26
 1981: Massacro di Fakhany
150
 1948: Massacro a Gerusalemme
26
 1981: Massacro di Beirut
150
 1948: Massacro di Haifa
30
 1982: Massacro di Sabra e Chatila
3500
 1948: Massacro di Tantura
200
 1984: Massacro di Jibshit
7
 1948: Massacro di Deir Yassin
254
 1984: I Massacro di Suhmur
13
 1951: Massacro di Sharafat
12
 1985: Massacro di Syr Al Garbyah
7
 1953: Massacro di Gerusalemme
6
 1985: Massacro di Marakah
15
 1953: Massacro di Qibya
60
 1985: Massacro di Zararyah
22
 1956: Massacro di Gaza
58
 1985: Massacro di Humin Al Tahta
20
 1956: Massacro di Kefar Qasim
49
 1985: Massacro di Juba
5
 1956: Massacro di Gaza
500
 1985: Massacro di Yuhmur
10
 1956: Massacro di Qalqilia
70
 1986: Massacro di Tiro
4
 1956: Massacri di Khan Yunis
592
 1986: Massacro di Bahr El Barad
20
 1956: Massacro a Rafa
100
 1987: Massacro Ain Al Hilwa
64
 1966: Massacro di Sammou
18
 1990: Massacro di Siddiqin
3
 1967: Massacro di Gerusalemme
300
 1990: Massacro di Beqa
8
 1967: Massacro di Rafah
23
 1991: I Massacro di Kafarman
4
 1983: Massacro di Hebron
3
 1992:II Massacro di Kafarman
5
 1989: Massacro di Nahalin
3
 1994: Massacro di Dayr Al Zhrany
8
 1990: Massacro di Al Aqsa
21
 1996: II Massacro di Suhmur
8
 1990: Massacro di Ouin Kara
7
 1996: Massacro di Nabatiyyah
9
 1994: Massacro di Hebron
50
 1996: I Massacro di Qana
106
 2002: Massacro di Jenin
500
 1998: Massacro di Janta
7
 2006: Massacro di Gaza
100
 2006: II Massacro di Qana
60
 
 
MARZABOTTO = GAZA = FOSSE ARDEATINE = LIBANO
 
Quello che avete letto non è un elenco di numeri e date che si possono dimenticare: è il racconto di una tragedia che si sta consumando non molto distante da noi.
Ora nessuno potrà dire: “IO NON LO SAPEVO
postato da: MarkusWolf alle ore 17:29 | link | commenti (5)
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sabato, 19 agosto 2006